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San Paterniano

San Paterniano si trova tra gli abitati di Molini e Pettino. Il Santuario di S. Paterniano è un piccolo edificio eretto nel luogo dove il Santo, già Vescovo di Fano, avrebbe condotto vita eremitica.

Chiesa di San Paterniano
Chiesa di San Paterniano

Si narra che l’immagine di S. Paterniano, dopo la sua morte, apparve più volte nel luogo, fino a quando non fu eretta la chiesa in suo onore.

 

L’edificio ecclesiale è munito di una piccola cella adibita a romitorio, occupata da eremiti religiosi e laici fino ai primi decenni del ‘900.

L’edificio attuale non è antecedente al sec. XVI e si presenta con una semplice facciata a capanna con portale e finestrelle laterali, preceduto da un portico a trasanna, tra le cui travi è
stata inserita anche la campana della chiesa. Sul lato destro della facciata della chiesa sporge un grossa pietra levigata dal tempo e con evidenti insenature, che la tradizione attribuisce alle impronte delle ginocchia e del bastone del santo che su questa pietra si inginocchiava a pregare.

In queste concavità i fedeli si inginocchiano per prevenire o curare le malattie delle ossa. Ogni anno, il 10 Luglio, i fedeli, provenienti da un ampio territorio circostante si radunano nel piazzale di fondovalle poco distante dalla chiesa, dove si recano in processione per celebrare la messa. Un tempo raggiungevano il santuario con un lungo tragitto compiuto a dorso di un mulo; in prossimità della chiesa ogni uomo indossava il camice della confraternita a cui apparteneva e ciascuna comunità formava una processione.
Il santuario è posto a 1020 m di altitudine ed è completamente circondato da splendide foreste: intorno alla chiesa è possibile osservare una notevole varietà di tipi di vegetazione e nell’ambito di pochi metri si alternano foreste igrofile, boschi a prevalenza di cerro, zone più rade una volta pascolate e attualmente in fase di riforestazione, boschi di faggio in conversione a fustaia, che si spingono sino alla sommità dei monti prospicenti all’eremo.

La sacralità del luogo ha anche portato a gestire i boschi e gli ambienti circostanti la chiesa con particolare rispetto per gli elementi naturali presenti: possiamo così ammirare piante di notevoli dimensioni di acero campestre, acero opalo, biancospino, faggio e cerro. In particolare, possiamo osservare un imponente faggio, tra i più grandi dell’Umbria, poco al di sotto della strada che conduce alla chiesa.

A pochi metri dalla maestosa pianta, la sorgente di S. Paterniano, da cui sgorga un’acqua fresca e pura che le tradizioni locali indicano come un’acqua avente proprietà terapeutiche.