Storia

mappa di Cammoro
mappa di Cammoro

Il 31 Dicembre 1898 la Giunta arbitrale di Spoleto dichiarò definitivamente affrancati a favore degli abitanti di Cammoro i beni passati, dopo l’Unità, al demanio comunale di Sellano; il 9 novembre 1899 si costituì l’Università Agraria di Cammoro (la definizione di Comunanza Agraria fu adottata nel 1936) con l’approvazione dello statuto da parte della Giunta provinciale amministrativa.

L’Università agraria fu costituita collo scopo del godimento dei beni appartenenti per indiviso alle famiglie che la compon[evano]… (art.1).

Il 10 novembre furono eletti il presidente Eusebio Bianchi, che attivamente aveva partecipato alla vicenda dell’affrancazione, e il primo consiglio di amministrazione composto da Pietro Fiorelli, Luigi Ronchetti, Agostino Brama, Feliciano Quaglia. Segretario fu nominato Giuseppe Merli di Trevi, amministrativo di professione, che ricoprirà la carica ininterrottamente fino al dicembre del 1934 (il 10 giugno 1900 verrà affiancato da un vice-segretario, l’insegnante elementare Francesco Sebastiani – giovane di buone qualità morali e intellettuali – per le difficoltà esistenti allora nel trasferimento da Trevi a Cammoro.

Chiesa pensile a Cammoro (PG)
Chiesa pensile a Cammoro (PG)

Faranno parte dell’Assemblea Generale tutti gli utenti padri di famiglia, maggiori di età. Morto il padre, subentrano i figli maggiori o per i minori i loro legittimi rappresentanti (art. 2); il padre di famiglia poteva essere rappresentato dal figlio maggiore, mediante delega (art. 3).

L’articolo 4 stabiliva che l’Assemblea, equiparata ai Consigli comunali, poteva anche distribuire fra gli utenti le rendite nette da spese od erogate in altro modo. La stessa doveva essere convocata due volte l’anno e ogni volta il Consiglio di amministrazione lo avesse ritenuto necessario (art. 6).

Il Consiglio, con i poteri delle giunte comunali, composto dal presidente e da quattro consiglieri, veniva eletto ogni tre anni e nominava (art. 7), fuori dal suo seno, il segretario, il tesoriere e la guardia campestre (la prima guardia campestre della Comunanza fu Enrico Ronchetti, nominato in seguito al concorso bandito il 7 gennaio 1900). Aveva il potere di vendere il taglio dei boschi, l’affitto delle tartufaie e farà le altre lavorazioni, con procedura d’asta pubblica o a trattativa privata, dando preferenza a parità di condizioni agli utenti, i quali, ugualmente andavano favoriti per l’esecuzione dei lavori intrapresi a cura della Comunanza (art. 8).

L’articolo 5 ripropone la differenziazione di diritti, senza eliminarla completamente, tra originari e forestieri: Saranno utenti tutte le famiglie originarie del luogo e quelle che vi dimorano permanentemente da otre trent’anni, o quelle che vi possiedono, tenendovi il rappresentante o il colono … però per i possidenti non residenti, il Consiglio di amministrazione potrà imporre una tassa annua … Per le ammissioni di nuovi utenti provvederà l’assemblea generale volta per volta…

Nuovi statuti-regolamenti saranno approvati il 17 dicembre 1936 dalla Deputazione provinciale amministrativa, e l’8 giugno 1951 dalla Prefettura. Essi furono adeguati agli schemi-tipo predisposti dagli organi superiori: il primo in applicazione della legge del 16 giugno 1927, n.1766, sulla liquidazione degli usi civici, che prevedeva un maggiore accentramento delle funzioni direttive; il secondo adeguando le norme al “ritorno ai sistemi democratici nelle elezioni degli amministratori degli Enti locali”. Entrambi i cambiamenti statutari erano relativi principalmente alle disposizioni di carattere generale riguardanti l’amministrazione, in particolare prevedevano uno spostamento di poteri dall’Assemblea  e dal Consiglio, alla persona del presidente.
Per il resto, rimasero sostanzialmente inalterate le norme di carattere particolare e locale, riguardanti la gestione del patrimonio.

In seguito al passaggio di poteri alle Regioni, le Comunanze agrarie hanno gradualmente adeguato i loro statuti ad un nuovo schema tipo.
L’ultimo statuto della comunanza di Cammoro è stato approvato con deliberazione della Giunta regionale umbra del 6 febbraio 1996, aggiornato con Determinazione dirigenziale della Regione del 17 maggio 2000. Non vi sono più riportate le norme di carattere locale presenti nei precedenti statuti, ma vi è contemplata la possibilità di emanare specifici regolamenti sull’uso del patrimonio.